Nel 1980 ero a capo di una delle aziende più importanti nella distribuzione di prodotti ittici. Rifornivamo i ristoranti di tutta Milano e di mezza Lombardia, fatturavamo trentacinque miliardi di lire l’anno e ogni mattina un esercito di furgoni usciva dal cortile all’alba per distribuire il pesce.
Per arrivare fin lì, la materia prima era passata tra le mie mani migliaia di volte. E’ così che ho imparato a riconoscere un pesce, valutarne la qualità, la provenienza, la stagionalità e i fornitori.
Poi l’azienda è cresciuta e insieme a lei è cambiato il mio mestiere. Ero diventato quello che firmava, decideva, comprava, organizzava.
Ero più ricco? Si. Più felice? No.
Oggi ho scelto di tornare dall’altra parte. Il commerciante che sono stato serve all’artigiano che sono oggi.

